martedì 10 novembre 2015

UNA SERATA PARTICOLARE

Una sera di inverno, quando fuori nevica, a volte ci si lascia un pò andare. Ed è quello che è successo una volta alla mia capa verso di me.
Non è successo niente abbiamo solo passato una serata insieme a vedere la tv e poi un pò a parlare.
Tra una parola e l'altra e una bottiglia di birra e l'altra, mi lascia andare e gli raccontai di me.
Le dissi che ero ancora vergine e le raccontai della mia sfortunata esperienza con la mia ex fidanzata.
Si mise a ridere... rimasi un po triste.. ma poi risi anch'io.
Semi-ubriaco le raccontai anche che mi eccitava molto quando faceva l'amore in auto con i suoi amici e mi eccitavano i peni virili dei suoi amici... Lei continuo a sghignazzare.. un po era l'alcol.. un po da quella sera il nostro rapporto cambiò definitivamente.. per sempre... 

GIOVANE, BELLA E RICCA

Tre parole che la identificavano: giovane, bella e ricca. Io ero un pò l'opposto: ancora giovane ma non giovanissimo come lei, brutto e povero.
Lei era mia luce, io la seguivo, obbedivo e la mia vita si illuminava della sua bellezza e dei suoi successi.
Vivere di luce riflessa di qualcuno è una sensazione particolare. La mia vita perdeva senso senza la sua presenza.
Ero come un pianeta che girava intorno a una stella senza l'energia della stella rimanevo completamente sterile.
Lavorare per lei significa avere sempre in testa lei, ogni attimo della giornata.
Lei era ormai diventata una professionista conosciuta e richiesta nel suo campo ed io ero orgoglioso di questo. Ero orgoglioso di poter conoscere la sua più profonda intimità: di prepararle da mangiare, di pulirle i vestiti, di seguire i suoi amanti, di pulire il bagno quando si dimenticava di tirare lo sciacquone..si anche quello... più la sua stella cresceva, più si allontanava dalla dura realtà che noi mortali viviamo quotidianamente. Si era sviluppato in me una sorta di feticismo: tutto quello che lasciava mi attirava.. dalle sue feci,ai resti del mangiare, alla sua urina fino alle suole delle sue scarpe.
Lei era molto sicura di se e non tanto generosa con me, anzi per niente. Non è che mi trattasse male però mi teneva a distanza. Nella sua casa di 150 mq mi lasciava la mia cameretta, dove dovevo stare quando non lavoravo. Li mangiavo, dormivo e passavo il mio poco tempo libero. Il mangiare me lo compravo da solo e avevo un mio frigorifero. Potevo usare la cucina ma chiaramente se non disturbavo. Avevo chiaramente un bagno tutto mio.....
Ma e poi mai un gesto di tenerezza verso di me, li dall'alto della sua stella mi trattava sempre con distacco professionale. Io ero e rimanevo il suo assistente, io suo tuttofare, chi pagato si sobborcava delle fatiche quotidiane al posto suo.



GUARDONE

Tra le varie attività che dovevo svolgere nel mio ruolo di assistente vi era quella di accompagnare a feste, party e serate in discoteca la mia capa. In quelle serata e nottate ho forse vissuto per la prima volta e pienamente un barlume di consapevolezza. La consapevolezza di chi non può essere maschio e deve essere fortunato nel servire e riverire una bellissima Donna.
Il mio premio era guardare, e se non se ne accorgeva toccarmi fugacemente e velocemente.
Ma forse, e di questo non ne ero ai tempi consapevole, il premio più grande era la fiducia che ricevevo da Lei. Forse quella ragazza per la prima volta mi ha trattato considerato come un castrone, prima fra tutte in maniera completa e totale. Ma questo non lo avevo ancora capito.
Era giovane, bella e adesso anche ricca. Quello che cercava era divertirsi, vivere compiutamente la sua sessualità. E' così faceva, ed io ombra di questa divina bellezza anche in questo dovevo esserlo utile. Chiaramente non in maniera diretta... Dopo le sue nottate di divertimento da bravo autista la dovevo riaccompagnare a casa... e molto spesso non era sola ma in dolce compagnia di giovani e belli amanti. Spesso nell'auto iniziavo ad amoreggiare, i corpi semi nudi si attorcivagliavano e su ordine o li accompagnava a casa dove finivano l'amplesso oppure mi fermavo in attesa che l'amplesso venisse consumato dentro l'auto. Guardare queste immagini stupende come delle divinità greche per me era fonte di massima eccitazione. Per questi giovani, virgulti e virili ragazzi lei era l'ape regina.. ogni volta uno nuovo. Sceglieva lei chiaramente. Io ero l'assistente anche in quello: li accompagnavo, pulivo la macchina dalle macchie di sperma, preparavo l'alcova a casa e una bella doccia per entrambi.. e poi la mattina riaccompagnavo il ragazzo di turno a casa sua....
Per la prima volta in vita mia in quei frangenti ho vissuto una nuova sensazione, rimanevo attirato dai peni grandi e forti di quei ragazzi. Cercavo sempre di guardarli senza farmi accorgere. Erano veramente stupendi, e in alcuni casi ho vissuto veramente una forte attrazione .........


L'ASSISTENTE

Dopo un mese di disoccupazione e depressione, incontro Lei: un sogno vero, bellissima, alta snella.
La vedo in un bar in zona Montenapoleone mi avvicino per salutarla e lei mi chiede di aspettarla un attimo perchè aveva bisogno di parlarmi.
Aspetto 10 minuti stava bevendo un drink con un modello e poi mi si avvicina e mi spiega che ora aveva molti lavori e siccome aveva notato che io lavoravo molto pensava a me come suo assistente.. accettai immediatamente.
Da quel giorno iniziò veramente un particolare stato di ebrezza, ero proprio nel lavoro che solo un castrone poteva fare. Stare a fianco di una bellissima ragazza, giovane bella e in carriera, e non fare assolutamente niente.. se non servirla..
Ben presto questo nuovo lavoro praticamente mi prendeva 24 ore al giorno.
Infatti dovetti trasfermi da lei. D'altra parte era ormai un modella di alto livello, una top model.
Mi pagava 800.000 lire al mese e il mio impegno era veramente totale.
Oltre ai viaggi, un giorno a Parigi, l'altro a New York, Londra.. anche la sola presenza a Milano era veramente impegnativa.
Ero la sua ombra completa, le facevo di tutto: preparazione colazione, pulizia casa, autista, segretario, prednere appuntamenti, seguiro pendenze fiscali.. insomma dalla a alla z.. a totale sua disposizione.
Ogni viaggio l'accompagnavo e glielo organizzavo... prenotavo aerei, treni, taxi.. sentivo gli agenti, di tutto e di piu. Fino al massaggio ai piedi quando era stanca di portare i tacchi.
Finanche l'autista quando andava a divertirsi di notte nelle discoteche milanesi.. insomma ero proprio il suo tuttofare.
E la vedevo in tutte le mise... pure nuda.. e vi dico un colpo al cuore ogni volta. Ma d'altra parte un assistente non ha sesso.. ha solo il dovere di servire la propria capa.... e lei era la mia.


venerdì 6 novembre 2015

IL MIO COSINO

Vi voglio parlare brevemente del mio cosino. Delle dimensioni ve ne ho già parlato: 7 cm in tiro.. 4/5 in condizioni normali.
Un micro dotato... non c'è niente da dire..
E' fimotico... ahimè ho sempre avuto paura di mettermi nelle mani di un dottore per risolvere il problema.
Si ritrae .... beh non e neanche troppo bello da vedersi..
Insomma totalmente inutile per la sua funzione riproduttiva.....
E' sempre stato il mio problema.. è a causa sua non sono riuscito a diventar maschio...
Che dire...... ormai lo accetto così... ma prima....

IL MIO NUOVO LAVORO

Devo dire che nel mio nuovo lavoro ho imparato bene a fare una cosa: masturbarmi.
A 28 anni trovarsi in mezzo a tante belle e giovanissime modelle e anche modelli... è stato veramente un'esperienza da shock culturale ed erotico.
L'agenzia era retta da una bella donna sui 50 anni, ancora bene tenuta. Passavo la giornata a valutare le modelle, piu che altro i modelli secondo me.. e poi ad organizzare con la sua segretaria i lavori per le modelle.
Poi c'era la segretaria, una ragazza di vent'anni bella tosta e pronta. Ed infine io che me ne stavo quatto quatto alla reception a controllare il via vai e organizzavo alcuni appartamentini che venivano dati alle ragazze e ai ragazzi che venivano dall'estero.
Poi facevo come al solito il lavoro di bassa manovalanza: caffè per la capa e per la segretaria, telefonate varie, fotocopie etc etc..
Ero il ragazzo tuttofare della compagnia.... e come tale venivo trattato sia dalla capa, dalla segretaria sia dalle modelle.
Mancavo solo che mi chiamassero con il fischio o con lo schioccare delle dita.. ma così mi andava e mi andava anche bene.
Con la capa non avevo tantissimo a che fare: più che altro le preparavo il caffè con la vecchia moka dell'agenzia. Con la segretaria un pò di più. Era una ragazza molto determinata e molto forte di carattere. Chiaramente con me aveva subito capito che mi poteva comandare ed ero diventato ben presto il suo assistente zerbino.
A dir la verità quel lavoro durò veramente poco solo 3 mesi, ma ebbi la fortuna di trovare la mia futura datrice di lavoro.
Si trattava di una bellissima modella australiana, alta quasi 1,80 snella, capelli biondo scuro, gambe da vertigini, occhi verdi con venature grigie... insomma una bomba sexy.
In fondo l'unica che ha fatto un minimo di carriera dopo che ha chiuso quella scalcinata agenzia.
Ho avuto la fortuna di entrare nelle sue grazie: aveva un carattere molto cordiale, socievole e chiaramente dominante.. diciamo perfetta per me.
Quando ebbi la notizia che sarei rimasto senza lavoro.. ricaddi nella mia solita depressione fantozziana... ma fortunatamente questa splendida creatura seppe tirarmi su di morale..
Ma questa è un'altra storia....




giovedì 5 novembre 2015

LA CAPA - PARTE II

Avere R. come capa è stata sicuramente un'esperienza molto umiliante che mi ha fatto comprendere la condizione che stavo raggiungendo.
R. aveva un fascino incredibile verso di me, riusciva a farmi fare quello che voleva.
E così accadde.
Diventai ben presto il suo commesso personale, le portavo il caffè, le facevo i lavori che non riusciva a far fare agli altri e tutte le commissioni più umilianti che si potessero immaginare.
D'altra parte dovevo dimostrare di essere un buon impiegato perchè la situazione all'interno della ditta non era certo ottimale.
Avere una donna capo, è stato per me la prima vera e propria esperienza di dominazione continua.
Tutti i giorni e per tutto il giorno dovevo abbassare gli occhi ed ubbidire.
Era così sensuale che non poteva fare altrimenti del resto.
R. aveva un fascino particolare: non era bellissima, piccola e snella non aveva le classiche forme conturbanti.
Però ci sapeva fare con gli uomini.. e ci sapeva fare tantissimo con i castroni come me.
E per questo motivo passai un anno totalmente succube di lei. Non potevo e non volevo resisterle.
Ormai venivo considerato il suo zerbino anche dai colleghi che mi prendevano in giro per il mio atteggiamento.
Ad un certo punto non riuscivo più a resistere in quella situazione e decisi quindi di licenziarmi.
Passai diverse settimane in totale silenzio chiuso nella mia stanzetta.
Dovevo ancora ricominiciare da zero, con una sola certezza: incominiciavo a rendermi conto di non essere all'altezza nei rapporti con l'altro sesso.
Dopo un pò di settimane incominiciai a cercare un lavoro e fortunamente lo trovai.
Trovai un lavoro come reception in un'agenzia di moda....
Veramente un colpo per un castrone.. come vedrete....